24 agosto 2005
Segnali di vita
La rassegna stampa on-line del Sole 24 Ore mostra che l'economia di questo paese non è ancora del tutto ripiegata su sè stessa. Meno male.
| inviato da il 24/8/2005 alle 14:44 | |
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21 agosto 2005
I tetti di Dubrovnik
Di solito non gradisco che luoghi di grande interesse storico e culturale siano zeppi di negozietti turistici che vendono le solite cosette adatte al turista mordi e fuggi, i regalini da portare alla mamma, alla nonna e alla zia. Di solito sono uno di quelli che, con fare antipatico e poco intelligentemente altezzoso, storce il naso di fronte alla massificazione turistica dei bei posti che uno ha la fortuna di vedere. Per fortuna si ha sempre la possibilità di ravvedersi da questi atteggiamenti così terribilmente tipici.
 All’inizio di questo mese mi sono trovato per qualche giorno a Dubrovnik, perla dell’Adriatico ed antica rivale della Serenissima. Oggi appare come una meravigliosa meta per il turismo da mezza giornata di chi sbarca dalle navi crociera giusto per il tempo di un giro sulle mura maestose ed una passeggiata nella Placa, la via principale lastricata di marmo splendente a testimonianza dell’antica gloria. Una città unica resa come tutte le altre dai negozietti che vendono stronzate turistiche come dappertutto: eppure se ci penso un attimo quei negozietti qui mi riempiono di allegria, mi vien quasi da ridere, anzi mi faccio una bella risata, entro in un negozietto perché voglio comprarmi una bella stronzata, anzi no.
Che c’è da ridere in tutto questo? Niente, perché Dubrovnik, la Perla dell’Adriatico fu bombardata a morte dall’esercito Serbo nel 1991, durante quel controverso conflitto che ha devastato l’Ex-Yugoslavia nel decennio scorso. Le circa 2000 bombe che colpirono la città vecchia provocarono ingenti danni al 68% degli edifici della città vecchia ed a circa i due terzi dei tetti color miele.
I fondi internazionali ed un sapiente lavoro che dura ancora oggi in alcuni punti della città, hanno reso al mondo la città nel suo splendore architettonico e l’occhio inesperto dello straniero oggi non coglie nulla delle ferite inferte dai bombardamenti. O quasi. Infatti non si può lasciare la città senza un giro sulle perfette mura che un tempo rendevano Dubrovnik una fortezza inespugnabile: da lassù i segni delle bombe saranno visibili per sempre. I tetti color miele non sono color miele infatti, ma rossi. Solo qualche edificio è ancora ricoperto dalle antiche tegole dai colori morbidi in perfetta armonia con i colori chiari della città. Risultò infatti impossibile trovare delle tegole esattamente uguali alle precedenti ed oggi il ricordo della guerra si presenta così al visitatore, sotto forma di tegole rosso acceso. Ma la città vive oggi ed il benessere della città ferita si misura anche con i negozietti, le pizze a taglio e le cartoline con i culi croati: è questo quello che conta.
| inviato da il 21/8/2005 alle 18:9 | |
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22 luglio 2005
Buone Vacanze!!
Non è che abbia scritto molto di questi tempi...si vede che ho bisogno di una vacanza, ed infatti domani parto. Vado in Croazia, più precisamente in Dalmazia Meridionale a perdermi in qualche isoletta. In realtà ci sarebbe anche l'idea di sconfinare in Bosnia, ma vedremo! Poi vi racconto. Comunque, cari amici e care amiche, buone vacanze a tutti voi.... Vi segnalo anche un sito niente male di informazione sui Balcani.
| inviato da il 22/7/2005 alle 13:24 | |
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28 giugno 2005
Evviva, la Cicogna è tornata!
Abituati come siamo di questi tempi alle cattive notizie, rischiamo di non fare troppo caso ad una buona novella che nel nostro paese non si sentiva da tempo: la popolazione italiana è tornata a crescere, tenuto conto sia della differenza tra nascite e decessi, sia dell’ingresso e delle regolarizzazioni degli immigrati. Il 2004 ha visto complessivamente una crescita della popolazione dell’1%, ma soprattutto rompe un trend demografico negativo iniziato nel 1992 che sembrava condannare l’Italia ad essere un paese sempre più vecchio. In tempi di recessione economica la questione demografica non deve essere sottovalutata, poiché da un paese con una popolazione in perenne diminuzione non è possibile aspettarsi una crescita sostenuta; lo stesso Fondo Monetario Internazionale ha recentemente individuato nel debito pubblico e nella questione demografica le principali cause della stagnazione italiana. Sono inoltre lampanti i rischi futuri legati al mantenimento dello stato sociale in un paese con una percentuale sempre più alta di vecchi.
Ci dispiacciamo per Calderoli e per chi, come lui, vorrebbe un paese il più chiuso possibile ai movimenti migratori, tuttavia l’ingresso sul nostro territorio di lavoratori stranieri ha contribuito in modo sostanziale all’inversione del trend.
Accogliamo allora questa buona notizia, pur sapendo che è presto per parlare di una reale inversione di tendenza, ma con la speranza che sia solo il primo passo verso il progressivo ringiovanimento della popolazione.
| inviato da il 28/6/2005 alle 18:23 | |
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27 giugno 2005
Arieccomi!!
Ebbene, dopo un periodo di tempo incalcolabile torno con piacere all'amato blog! Per prima cosa le ruffianerie: non posso non ringraziare tutti gli amici che mi hanno cercato in questi tempi...la verità è che lo studio ha assorbito (e assorbe) molte delle mie energie, tanto che non ho avuto nè il tempo nè la voglia di impegnarmi nel blog. Ora però, dopo aver smaltito la depressione alcolica post referendaria e aver sfamato qualche milione di zanzare tigre, vediamo ricominciare da dove ero rimasto!
 Per ora, vi metto sul piatto un articolone spaccaballe che vi farà maledire il mio ritorno tra voi!! :)
| inviato da il 27/6/2005 alle 14:2 | |
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13 maggio 2005
Uzbekistan...
Ecco un bell'articolo del sole24 on line sulla situazione dell'Uzbekistan.
| inviato da il 13/5/2005 alle 19:11 | |
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8 maggio 2005
Nepal: una fotografia degli ultimi avvenimenti
Il re del Nepal Gyanendra Bir Bikram Shan Dev ha deciso di non rinnovare lo stato di emergenza proclamato il primo febbraio 2005. Ancora non è chiaro se questa decisione sortirà degli effetti positivi o è destinata ad essere poco più che una dichiarazione di intenti. Facciamo adesso un salto indietro nel tempo e ripensiamo brevemente quello che è accaduto negli ultimi mesi in questo paese nel cuore dell’Himalaya.
Il Nepal è oggi vessato da gravi conflitti interni che hanno condotto in tempi recenti ad una formale sospensione delle principali libertà civili. Gli osservatori internazionali denunciano ormai quasi regolarmente le continue violazioni dei diritti umani, causate dal quasi decennale conflitto tra il governo centrale del Nepal e il CPN, ovvero i ribelli Maoisti. Il conflitto è iniziato nel 1996 e da allora si contano almeno 11000 morti , molti dei quali vittime di esecuzioni extragiudiziarie per mano dell’Esercito Reale del Nepal. Tuttavia anche i guerriglieri del CPN commettono regolarmente gravi abusi sulla popolazione civile, soprattutto nelle aree rurali.
La situazione è precipitata in seguito al proclama del primo febbraio, con la quale il re ha dichiarato lo stato di emergenza, preso il diretto controllo del potere e sospeso formalmente i diritti fondamentali. Il proclama è stato seguito da provvedimenti autoritari che hanno condotto a decine di arresti, tra cui il primo ministro del governo Sher Bahadur Deuba, e ad un forte rafforzamento della censura. Durante i primi giorni del proclamato stato di emergenza, centinaia di leader politici di livello nazionale e locale sono stati arrestati per prevenire qualsiasi tipo di protesta; anche numerosi giornalisti, studenti e difensori dei diritti umani sono stati imprigionati. I nuovi ministri nominati da Re Gyanendra sono tutti provenienti dal panchayat, ovvero il governo autocratico che fu spodestato nel 1990, dopo trent’anni di potere. Questi elementi e più in generale gli eventi accaduti fino ad oggi fanno temere un pericoloso ritorno al passato.
L’esercito in questi mesi è stato impegnato nel rendere efficaci le misure imposte dallo stato di emergenza: sebbene non gli siano stati conferiti ulteriori poteri, dal momento del suo impiego nella lotta ai ribelli del CPN, l’esercito è divenuto progressivamente il potere più forte del Nepal. Come l’esercito ufficiale è impegnato nella repressione dei diritti e delle libertà della popolazione nepalese, allo stesso modo i guerriglieri maoisti hanno in questi mesi paralizzato buona parte del Nepal rurale, aggravando le situazioni di povertà, minacciando e uccidendo civili fra la popolazione. La condizione economico-sociale non sembra essere ad un primo sguardo molto florida. L’aspettativa di vita alla nascita secondo la Banca Mondiale è di sessanta anni, la mortalità infantile è relativamente alta ed il tasso di malnutrizione dei bambini sotto i cinque anni è del 48%. Negli ultimi dieci anni l’economia del paese è cresciuta, tuttavia il decennio 1983-03 sembra non aver portato variazioni significative nella struttura dell’economia, anche se non mi è possibile affermare se questo sia dovuto al conflitto intestino. Il paese è inoltre gravato dal fardello del debito estero, che dagli anni ottanta ad oggi è progressivamente cresciuto.
Alla luce di quanto accaduto negli ultimi mesi la credibilità dell’annuncio da parte di re Gyanendra di sospendere lo stato di emergenza, potrà essere verificata solo dai prossimi avvenimenti; sono già passati alcuni giorni e nessun testimone privilegiato (Amnesty, Nazioni Unite ecc..) ha confermato il ripristino delle libertà fondamentali. Attendiamo.
| inviato da il 8/5/2005 alle 22:33 | |
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7 maggio 2005
Quattro sì al referendum!
Ecco il link ad un opuscolo informativo dell'Associazione Luca Coscioni per il referendum sulla fecondazione assistita.

| inviato da il 7/5/2005 alle 9:48 | |
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5 maggio 2005
Non ci resta che piangere
Che dire? Ieri è stato approvato il maxiemendamento sulla competitività, che introduce qualche timida misura, al fine di rilanciare il nostro sistema-paese. Peccato però che sia stata introdotta una norma che riduce la pena per i reati di bancarotta fraudolenta e anticipa i termini di prescrizione; è certamente il miglior segnale che la politica poteva dare dopo i casi Parmalat e Cirio! Le dichiarazioni degli esponenti di maggioranza relativamente al questo punto sono state imbarazzanti, tra l'altro Schifani, se non sbaglio, ha detto che si tratta di un complotto della sinistra e che la norma non alleggerisce assolutamente la pena per la bancarotta fraudolenta.Quindi siamo tutti scemi? Che rabbia! Inoltre nel pensare il mega-emendamento, si sono dimenticati di inserire una piccola riforma necessaria, che non costa niente e darebbe un segnale importante a questo paese impantanato; nell'iper-emendamento infatti non c'è nessun accenno alla liberalizzazione delle professioni. Non ci resta piangere.
| inviato da il 5/5/2005 alle 9:43 | |
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3 maggio 2005
Economia di casa nostra a confronto con quella degli altri paesi europei
Vi segnalo questo interessante contributo, nel quale si mette a confronto la nostra paludosa economia con quella dei cugini europei.
| inviato da il 3/5/2005 alle 10:33 | |
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